Molti siti web funzionano perfettamente.
Eppure sono strutturalmente sbagliati.
Non crollano, non vanno in errore, non mostrano bug evidenti.
Ma caricano peggio del necessario, comunicano poco ai motori di ricerca e limitano l’evoluzione del progetto nel tempo.
Il problema, nella maggior parte dei casi, non è JavaScript.
Non è il framework.
Non è neanche il CSS.
👉 È il modo in cui viene usato HTML.
HTML5 non è solo “la versione nuova di HTML”.
È un cambio di paradigma che incide direttamente su:
- SEO e comprensione semantica delle pagine
- performance (rendering, caricamento, gestione delle risorse)
- accessibilità reale
- manutenibilità del codice nel medio periodo
Eppure, moltissimi sviluppatori continuano a scrivere markup come se fossimo nel 2010, usando <div> ovunque e ignorando completamente le implicazioni di HTML5.
In questa guida non troverai una lista teorica di differenze.
Troverai cosa cambia davvero, perché ti dovrebbe importare e quali errori evitare oggi se non vuoi trascinarti dietro debito tecnico inutile.
Perché usare solo <div> ti penalizza (anche se il sito “funziona”)
Usare <div> ovunque non è una scelta neutra.
È una rinuncia.
Quando strutturi una pagina solo con <div>, stai dicendo a browser, motori di ricerca e tecnologie assistive una cosa molto semplice:
“Questa pagina non ha una struttura significativa.”
Il browser riesce comunque a renderla.
L’utente riesce comunque a leggerla.
Ed è proprio questo che rende l’errore subdolo.
Con HTML5, elementi come <header>, <main>, <article>, <section> e <footer> non sono “più eleganti”:
sono segnali semantici.
Servono a:
- far capire a Google qual è il contenuto principale
- migliorare l’accessibilità per screen reader
- ridurre ambiguità nel DOM
- rendere il codice più manutenibile nel tempo
Quando usi solo <div>:
- tutto ha lo stesso peso
- tutto è un contenitore generico
- la gerarchia logica della pagina non esiste
Il risultato è semplice:
Google deve indovinare cosa è importante.
E quando Google indovina, di solito non ti favorisce.
HTML5 non ti dà solo nuovi tag.
Ti costringe a pensare prima alla struttura, poi allo stile.
Ed è qui che molti sviluppatori sbagliano.
Come i tag semantici HTML5 influenzano davvero SEO e indicizzazione
Google non “ama” i tag semantici.
Google li usa per ridurre ambiguità.
Quando una pagina è costruita con HTML5 semantico, il motore di ricerca riesce a distinguere con maggiore precisione:
- contenuto principale vs contorno
- articoli indipendenti vs sezioni correlate
- intestazioni strutturali vs wrapper grafici
Questo non significa “rankingi di più solo perché usi <article>”.
Significa che Google deve fare meno inferenze per capire cosa conta davvero nella pagina.
E meno inferenze = meno errori.
<main>: il segnale più sottovalutato
Un solo <main> per pagina chiarisce senza ambiguità dove sta il contenuto centrale.
Senza questo segnale, Google deve dedurlo da:
- densità testuale
- posizione nel DOM
- pattern ricorrenti
Tutto lavoro extra.
E il lavoro extra non gioca mai a tuo favore.
<article> e <section>: struttura, non SEO “magica”
Un <article> ben usato comunica che quel contenuto:
- ha senso anche se isolato
- può essere indicizzato come unità autonoma
- ha una gerarchia interna chiara
Questo è particolarmente rilevante per:
- blog
- documentazione tecnica
- contenuti informativi complessi
Non è un boost diretto di ranking.
È una riduzione del rumore semantico.
Heading coerenti > keyword stuffing
Una struttura HTML5 corretta obbliga a usare gli heading (<h1>–<h6>) in modo sensato.
Effetti concreti:
- migliore comprensione gerarchica della pagina
- meno tentazione di forzare keyword nei titoli
Il risultato è una pagina:
- più leggibile
- più prevedibile per l’algoritmo
- più stabile nel tempo
SEO moderno = meno trucchi, più chiarezza strutturale.
Errori comuni nell’uso di HTML5 che penalizzano SEO
Questi errori non rompono il sito.
Ed è proprio per questo che sono pericolosi.
❌ 1. Usare tag semantici come <div> “rinominati”
Mettere <section> o <article> ovunque, senza una logica chiara, non migliora nulla.
Anzi, introduce confusione semantica.
Regola semplice:
Se non riesci a spiegare perché un blocco è un
<article>, non lo è.
❌ 2. Più <main> nella stessa pagina
<main> deve essere uno solo.
Serve a indicare il contenuto principale, non una colonna.
Dire a Google “tutto è principale” equivale a dire nulla è principale.
❌ 3. Heading usati per lo stile, non per la gerarchia
Gli heading non servono a “ingrandire il testo”.
Servono a strutturare il contenuto.
Se devi saltare livelli per estetica, stai facendo design, non markup.
❌ 4. <section> senza titolo
Una <section> deve avere un heading.
Se non ce l’ha, probabilmente non è una sezione ma un semplice contenitore.
In quel caso <div> era più corretto.
❌ 5. Pensare che HTML5 “faccia SEO da solo”
HTML5 non:
- migliora il ranking automaticamente
- compensa contenuti mediocri
- salva una struttura concettuale debole
HTML5 serve a far capire meglio a Google quello che già stai dicendo.
Se non hai nulla di chiaro da dire, HTML5 non può salvarti.
Appendice tecnica: differenze tecniche tra HTML e HTML5 (riferimento rapido)
Doctype e modalità di rendering
HTML5 usa un doctype minimale:
<!DOCTYPE html>
Questo forza il browser a usare lo Standards Mode, evitando comportamenti inconsistenti tipici del Quirks Mode.
Semantica
HTML4 si basava su <div> generici.
HTML5 introduce elementi semantici (<header>, <nav>, <main>, <article>, <footer>) che descrivono il ruolo del contenuto.
Multimedia
HTML5 introduce supporto nativo per audio e video, eliminando plugin esterni e migliorando compatibilità mobile.
Storage
I cookie sono limitati e inviati a ogni richiesta HTTP.
HTML5 introduce localStorage e sessionStorage, più capienti e più efficienti.
Grafica
HTML5 supporta SVG e <canvas> per grafica vettoriale e rendering dinamico direttamente nel browser.
Conclusione: HTML5 non è un dettaglio tecnico, è una scelta di mentalità
La differenza tra HTML e HTML5 non è una questione di tag.
È una questione di come pensi una pagina web.
Usare HTML5 in modo corretto significa:
- progettare la struttura prima dello stile
- rendere esplicite le priorità del contenuto
- ridurre ambiguità per browser, motori di ricerca e utenti
Scrivere markup “che funziona” non basta più.
Oggi serve markup che comunica chiaramente cosa è importante, cosa è contorno e cosa può evolvere senza diventare debito tecnico.
HTML5 non ti fa salire in classifica da solo.
Ma ti mette nella condizione di non sabotarti.
Ed è una differenza enorme.
Vuoi andare oltre la teoria?
Se usi HTML5 solo per “scrivere markup corretto”, stai ancora giocando in difesa.
Il vero salto avviene quando struttura, SEO e performance vengono pensate insieme.





