Confronto concettuale tra hook React essenziali e hook superflui nelle fasi iniziali

React Hooks: quali servono davvero (e quali puoi ignorare)

Gli hook React non servono tutti subito. In questa guida scopri quali sono davvero fondamentali, quali puoi ignorare all’inizio e perché usare meno hook ti dà più controllo.

Quando inizi a usare React, gli hook sembrano ovunque.
Liste infinite, tutorial che ne usano dieci insieme, esempi che ti fanno pensare:

“Se non li conosco tutti, non sto davvero usando React.”

È falso.
Ed è uno dei motivi principali per cui molti sviluppatori si perdono inutilmente.

La verità è semplice:
👉 React richiede pochissimi hook per essere usato bene.
Il resto è contesto, maturità del progetto o overengineering.


Il problema non sono gli hook, è l’ansia da completezza

Chi arriva da HTML, CSS o JavaScript “classico” tende a fare questo errore:

  • vuole capire tutto subito
  • studia API prima di avere problemi reali
  • usa hook perché “si fa così”

Ma React non premia chi conosce più hook.
Premia chi prende decisioni semplici sullo stato e sul flusso dei dati.

Questo è coerente con l’approccio spiegato nella documentazione ufficiale quando si introduce il pensare in React: prima capire il modello, poi gli strumenti.


Gli unici hook davvero fondamentali all’inizio

Se stai costruendo interfacce standard, questi hook ti bastano per molto tempo.

useState

È il cuore di React.

Serve per:

  • stato locale
  • input controllati
  • toggle
  • UI state

Se non hai chiaro quando usare useState, il problema non è il framework, è il modello mentale.

👉 La maggior parte dei problemi di React nasce da troppo stato, non da poco.


useEffect (ma con cautela)

useEffect è anche l’hook più abusato.

Serve per:

  • side effects
  • fetch di dati
  • integrazioni esterne

Non serve per:

  • sincronizzare stato
  • “aggiustare” il rendering
  • replicare lifecycle complessi

Se useEffect diventa la colla che tiene tutto insieme,
stai coprendo un problema architetturale.

Questo è uno dei motivi per cui molti lo trovano “confuso”: lo incontrano quando il design è già fragile.


useContext (solo quando smetti di passare props a cascata)

useContext ha senso quando:

  • il prop drilling diventa rumoroso
  • più componenti lontani leggono gli stessi dati
  • il contesto è davvero condiviso

Non è un sostituto di useState.
È solo un modo per distribuire lo stato, non per crearne di nuovo.


Hook che puoi tranquillamente ignorare all’inizio

Qui è dove molti perdono tempo.

useReducer

Potente, sì.
Necessario subito? No.

Ha senso quando:

  • la logica di stato è complessa
  • le transizioni sono molte
  • vuoi esplicitare gli eventi

Se lo usi per “ordine mentale”, stai anticipando complessità che forse non arriverà.


useMemo e useCallback

Questi hook non servono per scrivere React migliore.
Servono per ottimizzare React che già funziona.

Usarli troppo presto:

  • rende il codice più verboso
  • nasconde problemi reali
  • complica la lettura

Se il tuo primo pensiero è “devo memoizzare”, probabilmente stai ottimizzando qualcosa che non è un problema.


Hook personalizzati

Gli hook custom non sono un obiettivo.
Sono una conseguenza.

Hanno senso quando:

  • stai duplicando logica
  • il comportamento è chiaro
  • il flusso è stabile

Se li crei “per pulizia”, rischi solo di astrarre troppo presto.


Una regola semplice che funziona quasi sempre

Prima di introdurre un nuovo hook, chiediti:

“Questo risolve un problema reale che ho adesso?”

Se la risposta è:

  • “no, ma potrebbe servire” → aspetta
  • “lo fanno tutti” → ignora
  • “ora il codice è più chiaro” → forse sì

React diventa caotico quando:

  • accumuli strumenti
  • anticipi problemi
  • moltiplichi concetti

Diventa semplice quando:

  • lo stato è chiaro
  • il flusso è leggibile
  • gli hook sono pochi

Perché meno hook = più controllo

Ogni hook che aggiungi:

  • introduce un livello mentale
  • richiede disciplina
  • aumenta il costo di manutenzione

Se non ne senti il bisogno, non aggiungerlo.

Questo approccio è coerente anche con le linee guida ufficiali di React sulla gestione degli effetti e dello stato, presenti nella documentazione MDN e su react.dev, dove l’enfasi è sempre sulla chiarezza prima dell’ottimizzazione.


Conclusione: gli hook non sono il punto, le decisioni sì

React Hooks non servono a scrivere codice più “moderno”.
Servono a gestire il cambiamento in modo dichiarativo.

Se:

  • usi pochi hook
  • capisci perché li usi
  • rimandi l’ottimizzazione

React diventa prevedibile.

Se invece:

  • accumuli hook
  • li usi “per sicurezza”
  • anticipi problemi

React diventa rumoroso.

👉 Non serve conoscere tutti gli hook.
Serve sapere quando NON usarli.


Vuoi continuare il percorso?

A questo punto il cluster è maturo per un passaggio chiave:
come pensare l’architettura React senza trasformarla in MVC travestito.

👉 (in arrivo) Perché React non è MVC (e smettere di trattarlo come tale)